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Dodici mesi vissuti sempre in prima linea: il 2018 del Fermano raccontato dal Prefetto D'Alessandro

Il 2018 che sta per chiudersi è stato il suo primo anno completo di servizio nel Fermano: arrivata nel capoluogo nel novembre 2017 per prendere il posto di Mara Di Lullo, Maria Luisa D'Alessandro è stata tra i protagonisti principali degli ultimi dodici mesi del nostro territorio.

Dodici mesi che il Prefetto ha voluto ripercorrere sabato in una lunga intervista su Radio Fermo Uno, durante la quale ha raccontato con grande disponibilità se stessa e il suo lavoro.

Dodici mesi vissuti sempre in prima linea: il 2018 del Fermano raccontato dal Prefetto D'Alessandro

Tanti gli eventi vissuti costantemente in prima linea in un 2018 che verrà innanzitutto ricordato per l'istituzione della Questura e dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza: a distanza di quasi dieci anni dalla sua nascita, dunque, l'architettura istituzionale della Provincia di Fermo ha assunto finalmente una fisionomia più compiuta.

“Sono conquiste che incidono molto nella vita di tutti i giorni dei cittadini – commenta la D'Alessandro – perché in qualsiasi campo i risultati si ottengono lavorando quotidianamente e duramente: da questo punto di vista potersi raccordare con i comandi provinciali, che di per sé portano già avanti brillantemente le loro attività, assume un valore enorme. Proprio in questo risiede il compito della Prefettura: coordinare la varie forze per i servizi più impegnativi e impattanti, che da quando sono stati istituiti i comandi sono significativamente aumentati di numero”.

Ma la presenza dei comandi provinciali, sottolinea ancora il Prefetto, significa innanzitutto più personale per ciascun Corpo, con i naturali benefici che ciò comporta in termini di sicurezza. Per questo motivo la speranza è che nel 2019 possa toccare anche ai Vigili del Fuoco: “Non faccio mai previsioni per scaramanzia ed è difficile avere certezze – sottolinea a tal proposito il Prefetto – ma penso che entro sei mesi potremmo portare a casa anche questo risultato”.

 

Il tema della sicurezza, si sa, è sempre uno dei più sentiti dalla popolazione e se da una parte la Prefettura coordina i vari Corpi di Polizia nelle operazioni più complesse, dall'altro lavora fianco a fianco con le amministrazioni del territorio. Da questo punto di vista una delle novità più significative del 2018 è stata la sottoscrizione, da parte di 22 Comuni del Fermano, del Patto per la Sicurezza con la Prefettura, strumento che successivamente ha permesso ad alcuni di loro (Porto San Giorgio, Montegranaro, Monsampietro Morico, Ponzano di Fermo, Servigliano e Belmonte Piceno) di attingere a cofinanziamenti del 50% per l'implementazione dei rispettivi sistemi di videosorveglianza: “Per il Ministero dell'Interno è assodato che la videosorveglianza sia uno strumento importantissimo – spiega la D'Alessandro –. C'erano a disposizione dei fondi europei in materia, ma per accedervi era necessario sottoscrivere prima il Patto per la Sicurezza: i nostri sindaci si sono dimostrati molto lungimiranti nel cogliere l'occasione”.

Più uomini sul territorio, un maggior numero di servizi interforze e sistemi di videosorveglianza migliori dovrebbero portare, oltre a un'ulteriore diminuzione di un numero di reati già segnalato in calo, anche a un aumento della cosidetta “sicurezza percepita”, che forse paradossalmente mai come ora sembra essersi abbassata anche nel nostro territorio. Secondo la D'Alessandro, però, è necessario superare questo binomio: “Il mio sogno sarebbe dare la sensazione che la sicurezza si ottiene attraverso un gioco di squadra – spiega -. Stato, Comuni e Polizie Municipali devono lavorare per proteggere le comunità, ma tutti i cittadini devono capire che è necessario al tempo stesso mettere in atto delle misure di autoprotezione, perché non ci potrà mai essere un poliziotto o un carabiniere per ogni abitante: bisogna quindi che i due concetti di sicurezza reale e percepita si uniscano attraverso un dialogo profondissimo tra istituzioni e cittadini affinché si raggiunga insieme un salto di qualità”.

 

Nella vita di un Prefetto, poi, capita purtroppo non di rado di dover gestire in prima persona le situazioni di emergenza. Nel 2018 tutto il Fermano è rimasto con il fiato sospeso per la sorte di Gaia Maria Perasso e Gaia Fiorentini, le due ragazze emiliane che in estate si allontanarono dal Camping Mirage di Marina di Altidona, dove stavano trascorrendo le vacanze, e furono ritrovate due giorni più tardi a Pescara. A distanza di alcuni mesi dalla vicenda, la D'Alessandro ha ripercorso il lavoro di quelle ore drammatiche, raccontando la paura di perdere due giovani e la naturale concitazione dei genitori che assistevano alle operazioni di ricerca: “Più passavano le ore e più la preoccupazione aumentava – ricorda il Prefetto -. E' difficile gestire le emozioni e non perdere di lucidità quando si è costantemente a contatto anche con dei genitori naturalmente disperati. La carta vincente si è però rivelata il fortissimo collegamento sia tra le Questure che tra le varie forze dell'ordine. Se da una parte le indagini spettavano alla Polizia, che ha svolto un lavoro eccellente, la segnalazione decisiva è arrivata da una stazione dei Carabinieri. Non è stato facile perché abbiamo dovuto coprire un territorio molto ampio e in un primo momento ci eravamo focalizzati innanzitutto sulle loro zone di origine, salvo poi invece ritrovarle a Pescara”.

 

Che il ruolo del Prefetto del nostro territorio sia ancora una volta ricoperto da una donna è poi l'occasione per una riflessione di carattere più generale sulle condizioni del gentil sesso. La D'Alessandro ha raccolto l'eredità di Mara Di Lullo, che come ultimo atto a Fermo firmò il protocollo di rete sulla violenza di genere, strumento che qualche giorno fa si è allargato anche alla Procura della Repubblica e che, spiega il Prefetto, “ci consente di captare tutti i segnali utili per portare avanti una battaglia di civiltà che dobbiamo assolutamente proseguire”.

Magari, perché no, traendo esempio dalla stessa D'Alessandro che, madre di sei figli, rappresenta la dimostrazione concreta di come si possano conciliare la famiglia e il lavoro, anche ad alto livello. Per riuscirci, comunque, il consiglio del Prefetto è quello di “intessere relazioni positive, non mettere mai l'accento sulle negatività, cercare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide e agire sempre con forza, intelligenza e cuore per andare avanti”.

 

In mezzo a tutti gli impegni è normale che di tempo libero ne rimanga ben poco, ma appare subito chiaro che il Fermano abbia conquistato la D'Alessandro: “Vorrei rimanere qui il più a lungo possibile, mi trovo molto bene – sono le sue parole -. In questo territorio vivono persone serie, che lavorano duramente e hanno la forte tendenza a seguire le norme e a fare le cose correttamente, il che rappresenta un valore insuperabile. Cittadini che mettono passione, rispetto e amore in ciò che fanno: con loro ho avuto fin da subito l'impressione di conoscerci da sempre”.

E allora l'augurio finale che la D'Alessandro rivolge al nostro territorio in vista del 2019 è quello di attingere alle proprie infinite risorse per superare una crisi che purtroppo non sembra ancora voler allentare la propria presa: “Bisogna guardare avanti, per esempio al turismo – spiega -. Il Fermano è una zona che potrebbe offrire tanto ai turisti da tutto il mondo, dovrebbero essere i giovani in primis a investire sulle loro spiagge o sulle loro montagne. In questa Provincia c'è tutto: l'augurio è che partendo dall'arte, dalla cultura e della bellezza questo territorio possa ritrovare tutto il benessere a cui ha diritto”.

 

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Data pubblicazione : 31/12/2018 12:21
Scritto da : Andrea Pedonesi
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