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Pd: si apre la corsa verso il 3 marzo. Gostoli: “Le Primarie sono l’inizio della grande costituente per l’alternativa”. Domani appuntamento a Roma

Domani, domenica 3 febbraio, si terrà a Roma la Convenzione Nazionale del Partito democratico e dunque conosciamo quali sono i nomi dei delegati Marche indicati nel corso delle recenti convenzioni provinciali.

Pd: si apre la corsa verso il 3 marzo. Gostoli: “Le Primarie sono l’inizio della grande costituente per l’alternativa”. Domani appuntamento a Roma
Giovanni Gostoli insieme a Fabiano Alessandrini

Si sono concluse da pochi giorni le prime fasi del congresso nazionale Pd 2019, partecipate e vivaci le riunioni di circolo, dove è avvenuta la presentazione dei 6 candidati alla segreteria nazionale e a seguire si sono svolte le convenzioni provinciali, dove invece ciascuna Federazione ha indicato i propri delegati per ciascuna mozione congressuale che parteciperanno a Roma, domani, domenica 3 febbraio, alla Convenzione Nazionale del Partito democratico.
“Adesso tutti al lavoro per fare del giorno delle Primarie l’inizio di una grande costituente di popolo per l’alternativa. Apriamo porte e finestre a tutti i cittadini che vogliono dare una mano a costruire un nuovo progetto per l’Italia e per l’Europa”,  è il commento del segretario regionale Pd Giovanni Gostoli.

“C’è bisogno di reagire a un Governo che conduce indietro il Paese. Lega e M5S "avevano promesso il boom economico, - prosegue Gostoli- invece è notizia di ieri che l’Italia entra in recessione dopo 14 trimestri consecutivi di crescita. Dovevano abolire la povertà e hanno abolito la crescita. Si sapeva che l’economia globale, non solo italiana, avrebbe rallentato. Il problema è che la legge di bilancio del governo Lega-M5S peggiorerà la situazione. Meno investimenti pubblici, più tasse, niente politiche per il lavoro. Da quando sono al Governo - aggiunge il segretario dem - ci sono 76 mila occupati in meno, 123 mila tempo indeterminati in meno, 84 mila precari in più. A pagare sarà il ceto medio, le famiglie, le imprese, i giovani.
Sarà un problema anche le Marche, forse più di altre regioni, perché già segnate dalla crisi più difficile della storia ma anche dal terremoto più drammatico di sempre. È per questa ragione che le Primarie saranno molto di più che uno strumento per scegliere democraticamente il segretario nazionale- conclude Gostoli- Devono diventare l’occasione per ripartire: un momento di grande partecipazione popolare di tutti coloro che vogliono un cambio di rotta per il bene del Paese”.

 

I delegati marchigiani alla Convenzione Nazionale del Partito democratico di domenica 3 febbraio a Roma:

ANCONA
Michele Fanesi, Annalisa Pini (Giachetti), Marco Lucchetti, Silvia Valenza (Martina), Andrea Biekar, Ofelia Bufarini, Marco Moglie, Paola Pino D’Astore (Zingaretti)

 

ASCOLI  PICENO
Simone Vellei (Giachetti), Piergiorgio Giorgi (Martina), Mara Piconi, Alvaro Paolini (Zingaretti)

 

FERMO
Luca Piermartiri (Martina), Valentino Minnetti (Zingaretti)

 

MACERATA

Leonardo Virgili (Giachetti), Marco Micucci (Martina), Verouskha Spanò, Fabrizio Panzavota, Norma Santori (Zingaretti)

 

PESARO URBINO
Andrea Budassi (Giachetti), Maria Luisa Fabbri, Benjamin Gunch, Niccolò Nocchi (Martina), Paolini Brunella, Susanna Marcantognini, Gastone Balestrini, Enrico Siepi (Zingaretti)

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Data pubblicazione : 02/02/2019 09:14
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Bar/sani G

    03-02-2019 00:03 - #2
    Sig. galliccia, il suo "accorato" appello rivolto al PD appare fuori contesto storico e politico. Ogni uomo ha il suo tempo e quel tempo va colto con molta attenzione e intelligenza perché irripetibile. Ogni altro ritorno, rimpianto, analisi degli errori è solo il passato o un clone del passato che è chiuso. Renzi ha avuto il suo tempo. Ha fallito. Il Pd ha avuto il suo tempo ed è stato un fallimento. La vita va avanti e non si può vivere di ricordi più o meno piacevoli. La sconfitta non è del 4 marzo ma quella ben più pesante, quella sociale che non ha scusanti ne tantomeno alibi ad una politica che non ha saputo riformarsi e rinnovarsi. Non è più una questione interna, quella del PD è solo un continuo perseverare di errori strategici. Se hai idee non puoi continuare a combattere l’avversario politico solo con la denigrazione. Ci vuole dialogo, dialogo ed ancora dialogo su temi che sono patrimonio di tutti. Se fa l’analisi anche recente si accorgerà che sui temi del lavoro, dei diritti il PD si è fatto scavalcare anche dai partiti di destra. Oggi come si può pretendere di essere credibili quando si sono avuti anni e situazioni per poter veramente cambiare politiche e verso rispetto alle non scelte di Berlusconi. Gallaccia non si riforma il Senato dicendo di abolirlo ed invece farlo di nominati. Non si può sostenere di abolire le Provincie togliendo loro risorse e poi farle rimanere sotto altro nome per mantenere i posti dei trombati del PD e di altri partiti. Non si regalano 80 euro spendendo dieci miliardi per poi criticare il reddito di cittadinanza. Non si può sostenere che la Fornero è una giusta legge quando ha fatto una macelleria sociale tra i giovani e tra gli anziani costretti a lavorare oltre ogni misura. Recuperare questa doppia personalità del PD, che la gente ha perfettamente compreso è cosa ardua se non impossibile. Bene farebbe il PD, anziché continuare a mangiare popcorn, avere più senso dello stato e amore nazionale tifando sempre Italia, anche quando si è all’opposizione. Continuare come ora è solo la fine di un percorso che porta alla dissoluzione di quello che resta del PCI.
  • galliccia ilio

    02-02-2019 15:41 - #1
    Trovo fuori luogo la polemica sollevata da alcuni esponenti del partito, riferita alla passata gestione,in particolare a coloro che hanno condivisi linea politica e di Governo. Io credo che Matteo Renzi è una grande risorsa per il Partito Democratico e per l'Italia. La sconfitta elettorale del quattro marzo 2018 è da ricercare in quella parte del PD, che si è schierato contro il referendum, riferita a tutti coloro che non accettano il cambiamento. Basta litigi; necessita un partito fautore del progresso economico e sociale, quindi a una politica di riforme e di rinnovamento.
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