IN PRIMA FILA: Perche' andare a vedere una perla nascosta come "La ragazza nella nebbia"?

Torna la nostra rubrica di cinema che, una volta alla settimana, spiega i motivi per andare a vedere un determinato film attualmente presente nelle sale cinematografiche del Fermano. In questa nuova puntata il Prof. Giovanni Robert parla del film "La ragazza nella nebbia", una perla nascosta, non troppo pubblicizzata, che pero' sorprende ed entusiasma, grazie anche a una monumentale recitazione del grande Tony Servillo. 

IN PRIMA FILA: Perche' andare a vedere una perla nascosta come

La prima regola di un grande romanziere - proprio come afferma il Alessio Boni, nel nuovo film di Donato Carrisi - è copiare. Questa massima, riassume perfettamente “La ragazza della nebbia”, pellicola tratta dall’omonimo libro dello scrittore pugliese, uscita nelle sale il 25 Ottobre 2017. Molto spesso le rivisitazioni di libri, soprattutto quelle cinematografiche, rischiano di cadere facilmente nel banale e nello scontato aggiungendo prevedibili colpi di scena e suscitando interesse nello spettatore, secondo la regola collaudata dello show di Barbara d’Urso.

 

Fortunatamente non è questo il caso di questo piccolo gioiellino, tutto, o quasi, made in Italy del giovane autore, oggi anche regista pugliese Carrisi, che si ispira non solo alla tradizione delle migliori serie noir televisive, tra cui la celeberrima “Twin Peaks” di David Lynch, e si rifà anche aa tutti quei film degli anni ’90 che hanno cambiato e ripensato il modo di fare thriller e horror; citiamo uno su tutti “Shining” dell’indimenticato Stanley Kubrick con la sua ambientazione in un paesino isolato di montagna, dove l’insegna all’ingresso della città “Benvenuti ad Avechot” sono esempi di questo debito con un passato, da cui attingere sembra il minimo dovuto.

 

Nonostante i suoi prestiti, il vortice degli eventi, che gira attorno alla scomparsa di Anna Lou, una giovane sedicenne dai capelli rossi misteriosamente svanita nel nulla funziona egregiamente, trasportando lo spettatore in un film che emoziona dal primo all’ultimo minuto. “La ragazza della nebbia” è quindi una pellicola tutta da gustare che racchiude in sé tutti gli elementi classici del genere. Il villaggio si risveglia dal suo torpore disincantato, fin lì cullato dalla meravigliosa cornice alpina che lo circonda e che lo fa credere immune da ogni tipo di crimine; il, dubbio si insinua tra i suoi abitanti e la paura, come una nebbia fitta, ricopra le vite, fino ad allora perfette, dei suoi abitanti.

 

L’ispettore Vogel, interpretato magistralmente da Tony Servillo, viene convocato da una imprecisata grande città per risolvere un caso spinoso. La tecnica di Vogel è dura e impietosa: facendo perno sui media, egli attende in silenzio che gli stessi facciano il loro sporco e durissimo gioco. Giornalisti e televisione, iniziano piano piano a fiutare il caso e l’odore di scoop, servendosi di un filmato amatoriale, girato da un compagno di classe della scomparsa, che incrimina apparentemente senza scampo il nuovo professore di lettere del liceo del paesello, il Prof. Martini, interpretato da Alessio Boni.

 

Tony Servillo dimostra ancora la sua poliedricità e malleabilità nell’adesione a ruoli anche molto lontani dal suo magnifico Andreotti (Il divo) e da Gep Gambardella (La grande bellezza). Nel film di cui parliamo Servillo si cala perfettamente nei panni dell’ispettore: incalza, mette alle strette, e si muove in un sottobosco fatto di intrighi e parole taciute.

 

Il dialogo con lo psichiatra Jean Reno, fornisce sprazzi di lucidità e logica allo spettatore, che, man mano che il gomitolo del film si dipana, viene sempre più coinvolto e ingoiato dal vortice degli eventi, La verità nei libri, cosi come nel film di Carrisi, è falsata e assomiglia molto più ad un gioco di prestigio. Lo spettatore si porta a casa un segreto svelato, e l’identità di un mostro, di cui solo alla fine si scorge il vero volto.

 

Dimostrando il suo talento nello spaventare gli altri, sua caratteristica sin dall’infanzia, come racconta in una intervista alla “Coming Soon TV”, Carrisi si dimostra abile scrittore e a suo completo agio nei panni di regista di un film che ci ricorda la spesso dimenticata maestria e il talento di tanti nostri registi e attori. Un film valido, che vi terrà sulle spine, ottimo per aggiungere pepe e vitalità a queste corte domeniche d’autunno.

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Data pubblicazione : 03/11/2017 16:55
Scritto da : Giovanni Robert
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