L’Italia è un paese di single: famiglie “mono-persona” +39% dal 2008

Il nostro è stato da sempre un paese legato alla cultura e alla tradizione della famiglia, eppure pare che qualcosa stia cambiando: sempre più spesso, infatti, dimostriamo di preferire la vita da single. Di preferirla, oppure di trovarci quasi indirizzati verso questa strada, come se fosse presente una mano invisibile a guidarci. Non a caso le motivazioni di questo boom di persone sole non sono poche, e non sono facili né da individuare, né da spiegare: c’è sicuramente un aspetto economico a pesare su queste scelte, ma anche un fenomeno sociologico non indifferente. Perché l’Italia è diventata un paese di single? Scopriamo i dati relativi alle cosiddette “famiglie mono-persona”, e vediamo di fare alcune considerazioni in merito.

L’Italia è un paese di single: famiglie “mono-persona” +39% dal 2008

Italia paese di persone sole: +39% secondo il Censis

Siamo sempre più spesso un paese nel quale i valori della “famiglia” intesa nel senso classico del termine vanno disgregandosi. Lo sostiene il Censis, secondo il quale la percentuale di persone sole in Italia è sempre più alto: nell’ultima decade, secondo le rilevazioni, la suddetta percentuale è aumentata del +39%. Questo significa che, al momento, nel nostro Paese sono circa 7 milioni le persone a rappresentare l’unico nucleo della propria famiglia: in altri termini, ben 7 milioni di single, ovvero il 13,6% della popolazione. Fra i dati più interessanti, troviamo una prominenza di single donne e una grande presenza di persone sole nella fascia degli under-46. Quali sono le motivazioni alla base di questo boom di single? Indubbiamente c’è chi sceglie questa strada per una questione economica: perché la vita da single (sebbene non consenta di dividere in due le spese) permette comunque di risparmiare. Poi c’è anche una motivazione sociologica: la famiglia non interessa più, al contrario della libertà delle proprie scelte.

 

Tecnologia, contatto umano e dating 2.0

C’è chi rimane single per scelta propria, e chi si trova invischiato in questa situazione, senza aver preso una decisione di propria sponte. Questo perché, nell’era delle tecnologie, la comunicazione è sempre più spesso veicolata da device come computer e smartphone, dai social, da WhatsApp: ciò porta ad una perdita di abitudine nella comunicazione vis-à-vis, dunque a problemi nel relazionarsi direttamente con l’altro sesso. È comunque possibile superare i propri problemi di insicurezza e timidezza grazie a tanti validi consigli, compresi quelli che si trovano su Internet. Detto questo, il problema si dimostra più ampio: al punto che alcuni studiosi hanno parlato di “Autismo tecnologico”. In pratica, la comunicazione digitale priva questo momento di emozioni, che vanno perdendosi tramite questa sorta di intermediazione della tecnologia: questo non provoca solo disabitudine, ma cambia anche il modo stesso di comunicare, impoverendolo nella componente umana. Chiaramente, quando poi si tratta di parlare di presenza, non sono pochi i problemi.

 

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Data pubblicazione : 20/12/2017 12:12
Scritto da : Redazione
Tags : carosello
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