La storia delle carte da gioco: fra carte moneta, azzardo e tarocchi

Oggi le vediamo quasi tutti i giorni e nemmeno ci rendiamo conto del loro essere speciali: sono le carte da gioco, semplici pezzetti di carta che in realtà impersonano mille cose diverse, dai sogni del nostro futuro alle nostre ambizioni di vittoria. Cosa saremmo senza le carte? Non è dato saperlo, ma di sicuro non saremmo gli stessi che siamo oggi. 

La storia delle carte da gioco: fra carte moneta, azzardo e tarocchi

Tarocchi, giochi d’azzardo, superstizioni: non esisterebbe nulla di tutto questo, e dunque sparirebbe d’un soffio un patrimonio che molti di noi considerano importantissimo per la propria vita e la propria cultura. Sebbene sia praticamente impossibile scoprire l’origine delle carte da gioco, e nonostante i loro scopi siano stati spesso diversi nel corso dei secoli, approfondire questo tema risulta comunque interessante e curioso.

 

Carte da gioco o soldi? Ecco il “caso cinese”

Le prime testimonianze storiche certe, relative alle carte da gioco, risalgono al X secolo e ci catapultano in una Cina antica e affascinante: qui le carte non solo venivano usate per giocare, ma anche come moneta di scambio. In pratica, le carte da gioco antiche cinesi erano sia il mezzo, sia la posta in palio del gioco: naturalmente ad oggi nessuno sa come si sviluppasse quest’ultimo, ma si pensa che un po’ di quella logica sia stata poi trasferita nell’altrettanto noto gioco cinese del Mah Jong. Ciò che si sa, è che le carte cinesi possedevano tre semi diversi: dunque, tutto sommato, pare proprio che l’invenzione delle carte da gioco sia da attribuire alla Cina. Anche per via dell’enorme stacco temporale fra questa scoperta e le prime testimonianze di carte in Europa (circa 3 secoli di ritardo).

 

Carte da gioco in Europa: quando sono arrivate?

La tradizione delle carte da gioco ha compiuto un lungo viaggio, prima di arrivare a toccare l’Europa: un viaggio di circa 3 secoli, che ha visto la Cina e l’India “esportare” i loro giochi fin nel Medioriente, dove oramai avevano perso tutta la loro singolarità, mischiandosi e dando vita a varianti nuove e diverse. Furono gli arabi (e nello specifico i Mamelucchi) a prendere in consegna queste tradizioni orientali (passate prima dai Persiani) e a trasformarle in una versione delle carte già molto vicina a quella “moderna”: dalle coste dell’Africa, le suddette migrarono in Europa e in Italia, dando il via ad una passione ad oggi ancora vivissima. Con quali caratteristiche? Dai tre semi cinesi, i Mamelucchi passarono a 4 con un mazzo formato da 52 carte.

 

Dal mazzo francese alla nascita del poker

La storia delle carte francesi è forse meno affascinante rispetto alle altre tipologie di carte: questo perché non solo giunsero abbastanza tardi (nel 1480 circa), ma anche per via del fatto che la scelta di eliminare le figure venne presa per una semplice questione economica. In sintesi, essendo più facili da stampare, costavano di meno e per questo si diffusero molto rapidamente in tutta Europa. Di contro, è alle carte francesi che oggi dobbiamo anche la diffusione del poker: ovvero uno dei giochi di carte più amati di sempre. Un gioco che ha però delle origini ben più lontane, e che trova ancora una volta in Persia la sua culla. Di strada ne è stata fatta da allora: oggi esistono diverse varianti di questo gioco di carte, e le strategie sono andate perfezionandosi nel tempo. Essendo un gioco che ha appassionato milioni di persone, oggi su internet si possono trovare diverse guide per approfondire l’argomento che potrete consultare per scoprire tutto sul poker e approcciare i rudimenti di questo gioco.

 

Carte da gioco: quando arrivarono in Italia?

Molto diverse dalle carte francesi, le varie tipologie di carte da gioco italiane sono il risultato diretto dell’influenza araba sulla Spagna: la quale, a sua volta, portò poi le proprie carte nel Sud-Italia, durante il dominio concretizzatosi nel ‘500. Rispetto alle antiche carte da gioco di origine persiana e araba, quelle spagnole hanno una caratteristica predominante: oltre ai canonici quattro semi che noi tutti conosciamo, si trovano anche le cosiddette tre figure regali, naturalmente uno spaccato della società di quel tempo. Il simbolismo delle carte italiane, però, ha una genesi molto diversa: è basato sui tarocchi di origine siciliana, influenzato anche dalla storia del nostro Paese (basti pensare ai mazzi che raffigurano Garibaldi).

 

Si conclude con i tarocchi: dal gioco al misticismo

Sebbene i tarocchi vantino una storia antichissima, che parla la lingua dell’antico Egitto, la forma moderna venne inventata in Italia di pari passo con l’arrivo delle carte spagnole. Fra massoneria e cabala, la storia dei tarocchi è sempre stata votata al misticismo e spesso legata alla divinazione e all’esoterismo: nonostante questo, nel ‘500 i tarocchi venivano utilizzati anche per giocare a carte (molto noto l’esempio della briscola con i “trionfi”) e spesso mischiati con le carte normali. Inoltre, nelle corti, queste carte venivano anche usate come gioco di società.

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Data pubblicazione : 02/03/2018 16:26
Scritto da : Redazione
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