cultura
Musica e passione, positività. E quelle lacrime impreviste. Signore e signori, ecco a voi: Giovanni Allevi

Sabato 16 febbraio. Sono a Milano per la Borsa Internazionale del Turismo. Ne scrivo tardi perché la testimonianza di Giovanni Allevi va oltre le giornate della BIT a cui è intervenuto.

Giovanni Allevi allo stand della Regione Marche è stato accolto da Pippo Baudo, affezionato frequentatore dei nostri luoghi, che lo ha atteso per una intervista da regalare ai tanti presenti. E tra questi tanti giovani. Ecco la particolarità che davvero mi ha colpito e di cui ho voluto parlare dopo l’euforia dell’evento stesso. Chi mai avrebbe potuto aspettarsi un interesse così alto per la musica classica da parte di un pubblico ormai abituato a tutt’altro genere musicale?! 

Questa la novità di Giovanni Allevi: l’avercela fatta in un mondo che parla un’altra lingua. E ha esordito raccontando di come si sia sentito un barbone tra i barboni alla stazione di Napoli dopo il suo primo concerto in un grande teatro…semivuoto.  Solo cinque persone in sala. Non sapeva se suonare o andarsene, il giovane compositore. Tornavano le parole di rimprovero del padre a riecheggiare negli orecchi quando gli diceva che con la musica non si vive. Ma Giovanni Allevi suonò lo stesso a Napoli. Per sole cinque persone. Suonò così bene da scorgere le lacrime di una di loro. E lì imparò una cosa in più sulla musica. Una cosa che va oltre i numeri, oltre gli anni studio al Conservatorio, oltre le singole note: fu il testimone dell’incontro della musica con il cuore della gente.
Allora capì il senso della gavetta e dei sacrifici che avrebbe ancora dovuto fare.
E lo stand della Regione Marche è diventato a quel punto, non un palcoscenico ma un confronto con i giovani che continuavano ad accorrere. A loro il compositore si è rivolto pregandoli di avere pazienza e di non pretendere il “tutto e subito”. Li ha pregati, supportato da un Pippo Baudo in perfetta forma (e di ritorno da un Sanremo del tutto diverso dalla musica di Allevi), di apprezzare il sacrificio, la delusione, il pianto come reazione nobile dell’uomo; un uomo che non necessariamente deve essere forte, autoritario ma che sappia invece recuperare la misura della dolcezza…
E questa è altrettanto musica per le nostre orecchie.
Poi Giovanni Allevi, il ribelle della musica classica che con il suo pianoforte ha fatto infuriare l'intellighenzia accademica facendo però innamorare il pubblico, ha presentato il suo nuovo disco, “Sunrise”, registrato al teatro Carlo Felice di Genova.
I ragazzi erano entusiasti. Il pubblico adulto lo stesso. Gli applausi non sono mancati, né tantomeno le richieste di autografi.
Bello comunicare positività in un momento tanto difficile. Bello constatare che un sogno può realizzarsi. E che sogno!!! Con il suo genere musicale (classico, contemporaneo o entrambe le cose?) il marchigiano Allevi riempie le piazze e i teatri di tutto il mondo. Dalla Cina all'America. E ha un seguito di fan da far impallidire i divi del rock.
Chi l’avrebbe mai detto?!
Solo la passione può compiere un tale miracolo. E la musica è una questione di passione.
Dice Allevi: “Passione travolgente“.
 

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Data pubblicazione : 25/02/2013 10:13
Scritto da : Nunzia Eleuteri
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