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La mia città, la paternità, gli amici, i tweet con Fiorello. Venerdì lo spettacolo di Giorgio Montanini

Domenica scorsa il ritorno di “Nemico Pubblico” su Rai Tre. E venerdì il debutto del suo nuovo spettacolo “Per quello che vale...”

La mia città, la paternità, gli amici, i tweet con Fiorello. Venerdì lo spettacolo di Giorgio Montanini

Essere suo ospite insieme ai miei complici della band Insil3nzio la settimana scorsa, negli studi del Lanificio 159 di Via di Pietralata a Roma, mi ha aiutato a comprendere con maggiore lucidità il percorso, che in questi anni, Giorgio Montanini è stato capace di fare.

Il prima, il durante e soprattutto il dopo della registrazione di una delle puntate della terza serie di “Nemico Pubblico”, il suo muoversi tra artisti consumati e debuttanti assoluti ha fatto emergere nuovi elementi di riflessione, oltre che la consapevolezza di una maturità e di una determinazione, da parte di Montanini, che lo stanno accompagnando all'interno di contenitori di altissimo livello, siano essi televisivi o teatrali.

Stamattina, ospite di Radio Fermo Uno, intervistato dalla nostra speaker Mery Pieragostini ha salutato la sua Fermo, la città da dove è partito e dove, ogni volta, torna per ritrovare la sua dimensione preferita.

Vi lascio, quindi, al nostro incontro. Telefonico, purtroppo, in questa giornata per lui colma di appuntamenti. Ma un incontro ugualmente proficuo, di stimoli e - perché no - di chiarimenti.

 

Giorgio, venerdì sarà il tuo ritorno a Fermo con il nuovo spettacolo “Per quello che vale...”, in prima nazionale. Finalmente, è proprio il caso di rimarcare.

“Sì, sono felice di questo. Era ora, era veramente ora. Anche perchè ufficialmente un mio spettacolo qui nella mia città non c'era mai stato.”

 

E' anche una grande sfida, considerati gli oltre 1.400 posti di Villa Vitali.

“E' la capienza del Teatro Brancaccio, con la differenza che Roma ha più del doppio degli abitanti di tutte le Marche. Quindi, è sicuramente una grandissima sfida. Vediamo se riusciamo a vincerla.”

 

Che Fermo, allora, risponda con lo stesso entusiasmo.

“Sì, almeno come gli altri.”

 

Cosa contiene questo nuovo spettacolo rispetto ai precedenti?

“Quello che il pubblico vedrà sarà totalmente inedito. C'è il fatto che un comico satirico porta sul palco le proprie esperienze, o almeno parte di esse, per poi trarne un pezzo che dal particolare arriva all'universale, nel senso che se io parlo della mia paternità, essendo genitore da 6 mesi, mettendomi in gioco e pagando un prezzo parlando delle mie debolezze come essere umano, è scontato che qualcuno in mezzo al pubblico, qualcuno che padre lo è, da tanto o da poco, o qualcuno che lo sta per diventare, troverà delle analogie, delle affinità sulle quali potrà riconoscersi e farsi una risata liberatoria. Altri, magari, si offenderanno perché non accettano quella visione, si alzeranno e se ne andranno.”

 

Un monologo che tocca tanti argomenti.

“Parla di comicità, di razzismo, di pena di morte, di droga, di religione: tutto ciò di cui ho sempre parlato, ma questa volta con esperienze nuove, più mature e più divertenti.”

 

Temi che rimpallano da un palco ad uno studio televisivo, da un format all'altro. E' di domenica scorsa, infatti, l'inizio su Rai Tre della nuova serie di “Nemico Pubblico Live”.

“Dico sempre che se uno è appassionato di monologhi, 'Nemico Pubblico' ti mortifica un po' da questo punto di vista. Il monologo in televisione è una concessione che la Rai mi ha fatto perché crede tantissimo nel mio modo di farlo. Ma il monologo è la cosa meno televisiva che esista, va visto live. Io, il meglio in assoluto, riesco a darlo live. E preferisco farlo in quel contesto. Penso che un monologhista in tv perda il 50 per cento, proprio per una questione di empatia. Tu sai benissimo quanta differenza c'è, oltre che nel mezzo, nella modalità. L'empatia che si crea davanti a 1.400 persone, persone vive, lì, con te, in quel momento. Beh... non c'è paragone!”

 

Il meglio lo dai dal vivo. E questo è indiscutibile. Però in tv riesci a tirare fuori capacità magari insospettabili fino a poco tempo fa. Penso alla esilarante sitcom sulla paternità nel tuo programma.

“Ti ringrazio molto per il fatto che ti sia piaciuta.”

 

Molto, è anche uno specchio di questa società.

“E' una cosa che ci sta dando molta soddisfazione. Considera che una sitcom come quella di Corrado Guzzanti costa esattamente cento volte la nostra. Quindi, capisci che si sono delle risorse in giro che per noi sono inarrivabili. Provare a fare la lotta in questo modo diventa impari e allora l'unico modo che hai è avere un lavoro di artigianato, di struttura per cercare di sopperire al gap economico. Se uno fa saltare una macchina in corsa, con un'inquadratura a venti metri di altezza, che può arrivare a costarti anche 50.000 euro, noi ci mettiamo tre giorni a scrivere per trovare una battuta o un modo per cercare di colmare quel divario. Anche 'Il candidato', che ha un format molto simile, costa dieci volte più della nostra sitcom ed è anche per questo che siamo contenti del risultato: il nostro prodotto è altamente professionale.”

 

Spesso il Giorgio attore viene visto come uno che attacca tutti, che ce l'ha con tutti. La dimostrazione pratica è che, invece, Giorgio ha collaborazioni e amicizie con tantissimi artisti. Ed alcuni di questi, per la loro bravura, arrivano nella sua trasmissione.

“Io non porto gli amici in trasmissione: io porto Francesco Capodaglio e gli Insil3nzio in trasmissione perché sono bravi. Sono amico di tante persone, ho tante collaborazioni con tantissimi artisti, con i quali mi scrivo perché 'Nemico Pubblico' è stimata da tantissime persone nel mondo dello spettacolo. L'ultimo è Fiorello, ci scriviamo quotidianamente, ha fatto un endorsement ritwittando il mio tweet della pubblicità di 'Nemico Pubblico' ed è un fan della trasmissione. Lavoriamo per una futura collaborazione, come con tanti altri. Poi ci sono delle persone nelle Marche che, oltre ad essere miei amici, hanno un valore da un punto di vista artistico. E siccome io non sono uno di quelli che dice 'no, sai, io non porto un amico perché dopo uno pensa sia raccomandato'... Questi problemi se li fa chi non crede nelle qualità della persona che invita. Francesco Capodaglio e il gruppo degli Insil3nzio io li stimo davvero, non c'entra nulla l'amicizia tranne il fatto di essere contento che loro vengano. Francesco è lì per meriti suoi, gli Insil3nzio sono venuti ospiti solo ed esclusivamente per merito loro. Francesco è uno che ha fatto un grande lavoro di artigianato, con centinaia di apertura e scrivendosi i testi da solo. Il vostro gruppo lo ascolto ancora in macchina perché mi piace. Credo che è bello quando nelle Marche viene riconosciuta una qualità, un talento, quando invece i marchigiani tendono a farsi sempre la guerra. C'è questo complesso d'inferiorità, tipico della provincia, dal quale mi sottraggo in maniera totale perché credo sia proprio il modo per non venire mai fuori.”

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Data pubblicazione : 14/06/2016 16:42
Scritto da : Andrea Braconi
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