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SCOPRENDO FERMO: L'Adorazione dei Pastori del Rubens fra fortunose vicissitudini e il suo legame con la Russia

L'Adorazione dei Pastori di Peter Paul Rubens è il quadro più famoso di Fermo, attualmente esposto all'Auditorium San Filippo Neri, la sua casa originale. La bellezza dell'opera e l'importanza dell'autore meritano sicuramente degli approfondimenti e quindi, in questa nuova puntata di "Scoprendo Fermo", abbiamo deciso di parlare un po' meglio di questo fantastico dipinto. 

SCOPRENDO FERMO: L'Adorazione dei Pastori del Rubens fra fortunose vicissitudini e il suo legame con la Russia

Merita parlare di questo capolavoro del Rubens anche perché ha "addentellati" con la Russia.

 

Si tratta di un dipinto di alto valore, olio su tela (cm. 300x192) rappresentante la "Natività del Cristo" opera del fiammingo Peter Paul Rubens (1577-1640).

 

Esso fu eseguito nel 1608 su commissione del fermano padre Flaminio Ricci, che dopo la morte di S. Filippo Neri (1595) era diventato il Superiore dei Filippini. Il dipinto raffigura la Vergine nell'atto di sollevare il velo che ricopre il Bambino disteso sulla paglia. San Giuseppe appare in penombra, col viso rivolto in alto. In gruppo tre angeli irrompono in volo in avanti. Le tonalità di marrone cupo prevalenti, sono interrotte dalla luce che dal Bambino si sprigiona vivissima e conferisce risalto ai pastori adoranti, "sgranando in pastosità bianco dorate, i rossi, i gialli, i verdi delle vesti e l'incarnato" delle persone. Nella pala vi è una gigantesca figurazione, un'irruenza pittorica che ricorda Michelangelo, mitigato dal Correggio. 

   

Il bozzetto dell'opera, che potete ammirare qui sotti, si trova a San Pietroburgo al museo dell'Ermitage. Alle mostre del Rubens talora (es. 1990) sono stato presenti e il quadro di Fermo e il bozzetto della Russia. Felice incontro dopo secoli!

 

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Rubens morì 32 anni dopo aver eseguito questo mirabile capolavoro, ma la paternità rimase ignorata da molti. Ne parlavano solo le pubblicazioni di Francesco Papalini (Loreto 1846) e di Roberto Longhi (a. 1926).

 

Il 3 ottobre 1953 nell'archivio arcivescovile di Fermo venne rintracciato il documento probatorio. E' il contratto stipulato tra il Rubens e P. Flaminio Ricci:

 

"Io Pietro Paolo Rubenio (sic), ho ricevuto da R(ev) p. Flaminio Ricci, Rettore della Congregazione dell'Oratorio di Roma, scudi venticinque de moneta. Sono a buon conto e per arra di un quadro della Natività di Nostro Signore, di altezza di palmi 13 e larghezza 8 per servizio della chiesa dei Preti dell'Oratorio di Fermo (...) Et sarà di valore di 200 scudi di moneta (...) computatici li detti scudi 25 (...) Volendo di più che questa mia poliza abbia valore di pubblico istrumento con tutte le clausole et obbligazioni (...) l'ho sottoscritta di mia propia (sic) mano questo di' 9 marzo 1608. Io Pietro P. Rubenio - Io Fabiano Giustiniani presente a quanto sopra. Io Deodato van der Mout qui presente come sopra".

 

Fortunose le varie vicende di tale dipinto: sfuggito alla requisizione del Trattato di Tolentino (19/2/1797) stipulato tra Napoleone e i delegati di Pio VI, nel 1944 durante l'occupazione nazista fu accanitamente ricercato da ufficiali tedeschi: il quadro del Rubens però era al sicuro nella rocca di Sassocorvaro, in quel di Pesaro; da questa, passò poi in Vaticano. Poi è stato esposto in varie mostre di prestigio.

 

Dopo il contratto, una volta terminato, il quadro fu portato a Fermo e collocato nella chiesa di S. Filippo sita a fianco dell'attuale palazzo di Giustizia, ex convento dei Filippini. Qui rimase alla venerazione dei fedeli fino al 1860, anno in cui il governo di Vittorio Emanuele confiscò i beni ecclesiastici e soppresse l'oratorio dei Filippini a Fermo. Visitatissimo specie da studiosi stranieri, è il gioiello delle opere d'arte conservate a Fermo, il fiore all'occhiello non solo di Fermo, ma anche della Regione, in quanto è il solo esemplare esistente in Italia.

 

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Il bozzetto della grande tela si trova, come detto sopra, al museo dell'Ermitage a S. Pietroburgo; alcuni disegni preparatori al Museo Fodr di Amsterdam e nella collezione del conte Seilem di Londra.  

Fu più volte esposto in mostre famose (Milano 1951), Bruges (1915), Venezia, Roma e di nuovo Roma (1956 e 1980) ed è gelosamente conservato nella civica biblioteca fino al terremoto dell'anno scorso, dove fra l'altro è stato ammirato e descritto da Burchard (1927), Valentiner (1946), Van Puyvelde (1947), Veld (1951), Morassi (1954), Jaffè (uno degli scopritori del contratto), Serra, Sutton, Molaioli, Sgarbi e altri.

Questo gioiello di splendida arte, asportato dalla chiesa di S. Filippo sua sede per secoli, è finalmente tornato a casa sua, nella chiesa di San Filippo Neri, dove potrà ora essere ammirato da pittori, studiosi, critici d'arte di tutto il mondo e tutti gli amanti dell'arte.

 

 

 

 

 

 

 

*Notizie tratte dagli studi di Gabriele Nepi, "Curiosità Storiche su Fermo e il Fermano"

 

Letture:658
Data pubblicazione : 08/08/2017 17:57
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Carlo

    10-08-2017 10:29 - #2
    No. la scena mostra l'Adorazione de pastori... La Vergine solleva il velo per mostrare in bambino a pastori... più chiaro di così. Poi la Natività iconograficamente non ha i pastori, se ci sono i pastori la scena è l'Adorazione dei pastori. Ps non esiste una "tipologia" del quadro, ma una iconografia e l'iconografia è l'Adorazione dei pastori.
    Risposta
    Ripeto: la scena è chiamata la Natività.
  • Carlo

    09-08-2017 19:21 - #1
    Tanto per fare due chiacchiere. Questa frase non quadra: "Si tratta di un dipinto di alto valore, olio su tela (cm. 300x192) rappresentante la "Natività del Cristo"". Non è rappresentata la "Natività del Cristo", ma l'Adorazione dei pastori. Qui non è chiara la frase "Fu più volte esposto in mostre famose (Milano 1951), Bruges (1915), Venezia, Roma e di nuovo Roma (1956 e 1980) ed è gelosamente conservato nella civica biblioteca fino al terremoto dell'anno scorso". Si parla del dipinto del Rubens? Se sì, si trovava nella Pinacoteca comunale, non nella Biblioteca civica "R. Spezioli". Sui nazisti che lo cercavano non dei dubbi, il volume di Nepi non è annotato, credo che sia una raccolta di articoli pubblicati su quotidiani. Due chiacchiere niente di che.
    Risposta
    La Natività del Cristo è la scena, la tipologia del quadro, infatti la scena rappresentata è la Natività del Cristo. Poi, ovviamente, il nome del quadro è: "L'adorazione dei Pastori", ma la scena rappresentata è la Natività.
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