cultura
Al Super8 di Campiglione arriva il film "Petit Paysan - Un eroe singolare", uno spaccato di vita rurale sulle problematiche delle fattorie e degli allevatori di bovini

Petit Paysan - Un eroe singolare. Un film francese. Drammatico. Che tiene in tensione gli spettatori. Che, in qualche passaggio, assume le caratteristiche del thriller. Una storia quasi vera. Raccontata da chi ha vissuto le ansie e le problematiche delle fattorie e degli allevatori di bovini.

Al Super8 di Campiglione arriva il film

«… un eroismo – è stato scritto - da uomini comuni e di altri tempi. Uno spaccato di vita rurale che inquadra un giovane uomo profondamente attaccato alla sua terra e alle sue bestie, in un ultimo atto di resistenza».

Il film sarà proposto venerdì sei aprile, alle ore 21, al Multiplex Super8 di Fermo, con la partecipazione di Ugo Pazzi di Slow Food e le testimonianze di aziende locali come Fattorie Biologiche Scibé e Azienda agricola Fontegranne. Una proposta cinematografica e una chiamata a raccolta di allevatori che amano il proprio lavoro e hanno rispetto dei propri animali.

Il film, che in patria è stato premiato con tre César (gli Oscar francesi) per il miglior attore protagonista: Swann Arlaud, la migliore attrice non protagonista: Sara Giraudeau, e  migliore opera prima, racconta di Pierre: giovane allevatore di mucche da latte, legato indissolubilmente alla sua terra e ai suoi animali. Il futuro dell'azienda familiare però è messo in pericolo quando un'epidemia vaccina si diffonde in Francia. Il protagonista sarà trascinato in un vortice di colpe e speranze da cui sarà sempre più difficile uscire, spingendolo sino ai limiti estremi della legalità pur di salvare i suoi amati animali. Il nemico è subdolo e si manifesta sotto forma di un'epidemia che minaccia le vacche del protagonista, uniche sue amiche, ragione di vita e di emozione.

Il film mette a tema anche il concetto di libertà dinanzi alle regole inflessibili di una lontana Unione Europea. Con un finale tutto da intepretare.

Il film è stato giudicato come «una delle migliori pellicole della stagione proveniente dal Vecchio Continente». 

Il regista trentaduenne Hubert Charuel narra, in pratica, una  vicenda che avrebbe potuto colpire la sua famiglia e la fattoria dei suoi genitori.

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Data pubblicazione : 03/04/2018 10:57
Scritto da : Redazione
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