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“Batterio Killer” miete vittime nelle strutture sanitarie fermane: segnalati altri quattro casi di Clostridium. La Malaigia solleva il caso

Un'interrogazione a risposta orale sulla diffusione del Clostridium Difficilis presso una casa di cura per anziani a Porto San Giorgio è stata presentata lunedì dal consigliere regionale della Lega Marzia Malaigia.

“Batterio Killer” miete vittime nelle strutture sanitarie fermane: segnalati altri quattro casi di Clostridium. La Malaigia solleva il caso

La Malaigia è entrata in diretto contatto con le famiglie delle persone decedute, due presso una casa di cura sangiorgese e una all’INRCA di Fermo, e ha acquisito le cartelle cliniche dei pazienti che sono venuti i mancare (a Porto San Giorgio rispettivamente nel giugno e luglio 2018, mentre a Fermo successivamente). “I familiari delle persone decedute – spiega la consigliera regionale – mi hanno riferito di essere stati avvisati della pericolosità del batterio solo dopo il trasferimento in obitorio e dunque troppo tardi per attuare tutti i protocolli del caso.”

 

La consigliera ha proseguito osservando che ci sono altri quattro casi nel Fermano, sempre in una casa di cura privata, che però sono tenuti sotto costante controllo e stanno progressivamente migliorando. Ma il problema sembra comunque essere evidente. “Il batterio – ha aggiunto la Malaigia – si sta propagando da un istituto all’altro e ci stiamo muovendo per fare in modo che vengano eseguite tutte le verifiche necessarie.”

 

“L’emergenza segnalata – spiega la Malaigia-  è grave e, anche se non sono molti i casi di contaminazione, non va presa alla leggera, poiché si ha notizia che si stia propagando. Le notizie, che sono cominciate a filtrare sulla stampa!, parlano del decesso di due signore anziane presso la casa di cura al centro di Porto San Giorgio e di un decesso all'INRCA di Fermo; tutte e tre le morti sono state attribuite dai medici all'infezione da batterio clostridium. La logica suggerisce di procedere col principio di precauzione e al contempo, chi di competenza, dovrebbe essere indotto a effettuare un attento screening ed una disinfezione delle strutture per evitare la diffusione della malattia all’interno di altre strutture residenziali ospedaliere. Il clostridium  è infatti – prosegue il consigliere - un batterio molto pericoloso e resistente e il contagio è causato anche dal mancato rispetto delle misure igieniche ambientali e personali, tra cui il lavaggio delle mani da parte degli operatori sanitari. Non sono solo i pazienti a essere esposti al rischio, ma anche gli operatori sanitari.  Tutti questi fattori – continua la Malaigia - mi hanno spinto a sostenere l’appello dei familiari dei pazienti deceduti ed è per questo che ho presentato lunedì un’interrogazione regionale al nuovo Assessore competente, Federico Talè”.

 

“La salute – termina la Malaigia – è un diritto costituzionalmente garantito ed è d'obbligo che venga tutelato scrupolosamente anche con l'impegno di tutti gli organi istituzionali.” Nell'interrogazione si chiede quali misure immediate si intendono assumere, a tutela dei pazienti e del personale, per assicurare che siano attuate tutte le misure previste per la prevenzione e il trattamento del Clostridium, evitando che la diffusione del “batterio killer” si trasformi in epidemia, coinvolgendo altre strutture del fermano.

 

Il Clostridium è un batterio che parte da una forma di dissenteria, per poi trasformarsi in polmonite  e da lì sopraggiunge la morte per arresto cardiaco. Un batterio che si contrae per via fecale e quindi attraverso la contamina di sangue e/o feci: nel pratico, ad esempio, l’utilizzo degli stessi guanti per più persone potrebbe essere una causa dell’infezione. Da chiarire anche se i soggetti deceduti a causa del batterio lo abbiamo contratto nelle strutture private in cui sono morti o se siano stati contagiati precedentemente all’interno di altre strutture.

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Data pubblicazione : 18/10/2018 10:06
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