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Primarie Pd, il punto di Alessandrini dopo il voto: "Vittoria importante per la segreteria provinciale, il voto delle zone montane premia anche il lavoro di Ceriscioli"

Se le primarie aperte di domenica hanno incoronato Giovanni Gostoli come nuovo segretario regionale del Partito Democratico, non c'è dubbio che uno dei vincitori della consultazione sia stato il numero uno della federazione fermana Fabiano Alessandrini. Questo non solo e non tanto perché la vittoria di Gostoli gli è valsa la carica di vicesegretario regionale, ma perché la linea scelta dal partito fermano, sebbene messa fortemente in discussione da uno dei suoi esponenti più autorevoli, Paolo Petrini, è stata premiata anche nel nostro territorio.

Primarie Pd, il punto di Alessandrini dopo il voto:

“Si, sicuramente questa è una vittoria della segreteria provinciale e della sua linea – evidenzia Alessandrini – e mi fa particolarmente piacere il fatto che un lavoro portato avanti insieme per diversi mesi abbia trovato la sua conferma nel voto della primarie”.

Un voto, aggiunge il presidente della Steat, che gli permetterà, nel suo nuovo ruolo di vicesegretario regionale, di portare avanti le istanze del Fermano e del sud delle Marche “non per accordi o per gentili concessioni, ma con la forza dei voti: il nostro è un risultato pesante ottenuto contro uno sfidante autorevole”.

 

Che Alessandrini non si aspettasse l'ingresso in campo di Petrini è noto a tutti e il rammarico per la scelta dell'ex deputato rimane anche dopo il voto: “Non l'ho vissuta come un tradimento perché è vero che in un congresso regionale ognuno è libero di portare avanti le proprie convinzioni – commenta – ma certo la sua decisione non è stata un bene per noi, perché come federazione avevamo discusso e portato avanti un ragionamento che solo alla fine lui ha messo in discussione e questa cosa un po' mi ha sconcertato. Si vedeva che la sua candidatura non avrebbe avuto possibilità e, al di là della sua soddisfazione per aver comunque portato avanti le proprie idee, credo che una carriera politica importante come la sua non meritasse un risultato del genere”.

 

In ogni caso, al termine di un mese in cui il partito fermano ha vissuto contrapposizioni interne molto forti, Alessandrini non teme possibili ripercussioni future: “Adesso si riparte: non sono preoccupato perché il risultato, se mai ce ne fosse stato bisogno, non fa altro che rafforzare la segreteria e il dato, con l'eccezione dei territori storicamente più legati a Petrini, è stato piuttosto omogeneo”.

Soprattutto nella zona montana, si potrebbe aggiungere, dove si sono registrati autentici plebisciti per Gostoli: solo per fare alcuni esempi, nel circolo di Amandola e Montefortino è finita 91 a 13, in quello di Montefalcone e Smerillo 110 a 7, a Massa Fermana 57 a 1 e a Montegiorgio 61 a 5.

“Questo è un dato non indifferente e non legato semplicemente alle dinamiche di un congresso – ragiona Alessandrini -. Uno dei punti fondamentali portati avanti da Petrini e dalla parte che lo sosteneva è stata la forte critica nei confronti del governo regionale in alcuni settori, in particolar modo sulla gestione del post sisma. Un conto però è la percezione di chi osserva la situazione da lontano e un altro quella di chi la vive tutti i giorni: la rappresentazione di una gestione del terremoto insufficiente da parte della Regione non ha trovato conferma in un voto che è andato a premiare Gostoli e di riflesso il lavoro di Ceriscioli e della sua giunta”.

 

Quello su cui tutti sono d'accordo è invece il commento al dato dell'affluenza: i 2.418 votanti nel Fermano (su poco meno di 1.000 iscritti) rappresentano ancora una volta una risposta importante da parte del popolo Pd: “Ogni volta ci interroghiamo se ci sarà partecipazione o meno – confessa Alessandrini – e poi la gente viene a votare dandoci una motivazione e una spinta extra per lavorare”.

Un dato, quello legato alla partecipazione, che secondo lo stesso Alessandrini deve essere sottolineato a maggior ragione in considerazione del momento difficile che il Pd vive a livello nazionale, sebbene il segretario non perda l'occasione per ribadire nuovamente gli ultimi successi del partito a livello locale: “Dopo il referendum costituzionale abbiamo rivinto in maniera larga a Porto San Giorgio e a Sant'Elpidio a Mare, dopo il risultato delle politiche abbiamo confermato Porto Sant'Elpidio e Ancona e recentemente, seppur in un'elezione di secondo grado, ci siamo imposti anche alle provinciali – spiega – un segno evidente che a livello locale c'è un apprezzamento dei nostri candidati e delle politiche portate avanti”.

 

Ora con l'elezione di Gostoli si apre una nuova fase e il Pd dovrà prepararsi alle elezioni amministative della prossima primavera e alle regionali del 2020: “Abbiamo imboccato una direzione di vero rinnovamento – è la sua chiosa -. Giovanni è giovanissimo, così come il segretario provinciale di Ascoli Matteo Terrani: la verità è che anche grazie a questo risultato viene promossa una classe dirigente nuova, formatasi e cresciuta nei territori e che oggi è chiamata a guidare il partito regionale essendo completamente al di fuori di certe logiche e di vecchi ragionamenti e contrapposizioni legate a storie politiche ultradecennali”.

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Data pubblicazione : 04/12/2018 10:52
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Cartesio

    05-12-2018 19:46 - #3
    Analisi logica della morte di un partito. Bei tempi quando, a scuola, si studiava la grammatica. Soggetto, verbo, predicato era questa la forma corretta di un perfetto italiano. Oggi in questo paese di forma e di correttezza ci è rimasto poco o nulla. Viviamo spesso di ricordi , credendo ancora di essere i migliori i più intelligenti, i più creativi e soprattutto i più furbi. Bei tempi , quando i Romani dominavano il mondo, i Medici erano al centro del Rinascimento, tutti ci hanno invidiato i nostri maestri della pittura, della scultura, della letteratura, i loro capolavori. Bei tempi che non ritorneranno più. E’ andata. Anche in politica abbiamo avuto personaggi di alto spessore morale, statisti. Anche qui bei tempi andati. Oggi non ci rimane che ascoltare Martina, Di Maio, Berlusconi, Salvini e molti altri peones dal peso politico sotto allo zero. Prendiamo per esempio il PD. Domenica il popolo o quel che resta del PD ha fatto delle primarie, fiacchine, per eleggere i segretari regionali. Tutto nella norma come potrebbe sembrare ma…. il ma è d’obbligo quando di mezzo c’è il “Bomba” all’anagrafe Matteo Renzi. Nessuno si è accorto o forse molti hanno fatto finta di non accorgersi il Toscano ha messo in liquidazione il PD e tutta la sua storia. Come ? Semplicemente piazzando i suoi uomini nella stragrande maggioranza delle regioni con un evidente scopo controllare il PD anche dopo la sua imminente uscita dal partito. E’ notorio che a breve Forza Italia si scioglierà, Renzi ed i suoi, tranne i segretari appena eletti, usciranno dal PD e tutti insieme formeranno una nuova (vecchissima) forza politica in cui confluiranno tutti i micro partiti di area di Centro per raggiungere insieme un 25/30% di consensi e lasciare il PD al 8/10% il tutto per buona pace di Salvini e Di Maio. Quindi le grandi manovre nel PD sono in atto e non è perché vogliono far riprendere il partito ma per affossarlo e per consentire a Renzi (figlio buono di Silvio e non Tajani semplice testa di legno di F.I. ora) di continuare a distruggere insieme ai suoi amici questo paese. Silvio avrà salve le sue TV, i suoi giornali, la sua reputazione, i suoi interessi economici ed anche un seggio in europa per la “giusta pensione”. La sinistra quella che pensa di essere radicale ma solo a parole continuerà a suddividersi in microframmenti o atomi, giungendo perfino alla scissione uni personale del cervello. Una parte della corteccia celebrale la pensa come Bertinotti e l’altra come la Meloni. In tutto questo c’è solo uno che gode dopo aver mangiato quintali di popcorn Matteo Renzi. Compagni del PD svegliateli, già domenica avete fatto danni incalcolabili votando Gostoli alias Matteo Renzi, almeno abbiate il buon gusto di non Tafatizzarvi più. Un tempo si diceva di noi Italiani che il nostro destino era morire “Democristiani” ora le cose sono cambiate…. Il nostro destino è morire Renzizzati. Buona riflessione a tutti
  • Bar/sani G

    04-12-2018 16:58 - #2
    L'autoacclamazione di Alessandrini è per il nuovo Segretario Gostoli il Renzi clone o per aver ottenuto lui il ruolo di vice segretario, concordato per l'appoggio a Gostoli nelle oscure stanze PD ? Come sempre in questo partito non si fa nulla per nulla. Anzi si continua dopo anni e anni di batoste politiche a pensare solo a se stessi. Contenti loro !!!! L'euforia Alessandrini per quattro votanti mi pare eccessiva, avete fatto la fine dei 5Stelle ! Loro almeno votano in strimming voi organizzate mega gazebo vuoti. Quattro amici al bar che se la cantano e se la suonano in un partito politicamente suonato, altro che vittoria! Almeno ai 5Stelle il voto non costa un centesimo da voi si mercifica pure una parvenza di democrazia. Due euro per votare non è il massimo della libertà di voto. Finiti i bei tempi degli sperperi, della bella vita con i finanziamenti pubblici ai partiti che servivano a pagare gli stipendi di segretari, segretarie di sezione, fotocopie e fotocopiatrici e affitti di immobili megagalattici. Insomma aver attinto a piene mani nel pozzo senza fine dei soldi pubblici poi avete partorito un ibrido politico fatto di poveri politici trombati e gente autoreferenziale a cui il vostro popolo non crede più, neppure lo zoccolo duro dei vecchi ex comunisti, traditi da quattro incapaci di capire una "sega" di dove va il mondo. Altro che premi a Ceriscioli, Alessandrini con domenica avete toccato il fondo della partecipazione della credibilità. E ancora una volta non avete capito che siete arrivati al vostro.... THE END....PD...!!!
  • Gostolette amare

    04-12-2018 15:10 - #1
    Un renziano o meglio il clone di Matteo Renzi alla guida del PD marchigiano mentre l'originale sarà a breve cacciato malo modo dalla segreteria nazionale e forse medita la scissione. Ennesimo capolavoro dei dirigenti provinciali piddini delle Marche.
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