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A Fermo è Baraonda! Dal cioccolato ai grandi festeggiamenti, fino alla maschera storica di Mengone: ecco il nuovo volto dello storico Carnevale

Un riconoscimento arrivato direttamente dal MIBAC che è un considerevole contribuito economico, 52mila euro, ma è anche e soprattutto un vanto ed una valorizzazione del lavoro svolto dalla città di Fermo e da Marco Renzi, da tempo direttore artistico del Carnevale sul territorio.

A Fermo è Baraonda! Dal cioccolato ai grandi festeggiamenti, fino alla maschera storica di Mengone: ecco il nuovo volto dello storico Carnevale

Di questo, e non solo, si è parlato questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Fermo presso il Caffè Letterario. Fermo, grazie ad una progettualità articolata e riconosciuta assolutamente degna di nota, vede il suo Carnevale fregiarsi dell'etichetta di Carnevale storico d'Italia al pari di altre ventisei manifestazioni che si svolgono in tutta la Penisola, da Putignano a Viareggio, passando per Cento. Così, grazie a questo contributo e ad un progetto che si articolerà da qui ai prossimi tre anni, le imminenti bislacche feste avranno un nuovo logo e un nuovo marchio di fabbrica: Baraonda! Una grafica studiata ad hoc, ma soprattutto un susseguirsi di eventi che inizieranno proprio questo weekend con "Baraonda Chocolate". Da venerdì 15 e fino a domenica 16 febbraio, Piazza del Popolo ospiterà laboratori dedicati ai bambini, cooking show con creazioni live e degustazioni gratuite, la realizzazione di una tavoletta da guinnes e lezioni di cioccolato per i più golosi. Tutto curato dall'assessorato al commercio guidato da Mauro TorresiDa qui si aprirà la vera e propria Baraonda, ossia il Carnevale che, in un programma composito (dal 28 febbraio al 5 marzo) ed in unione con la vicina Porto San Giorgio, verrà presentato nel dettaglio soltanto venerdì 22 febbraio. Eppure le feste più pazze e divertenti dell'anno a Fermo non si esauriscono in questa prima parte di 2019, perché arriverà Baraonda Summer. A Lido di Fermo sfileranno i carri allegorici il prossimo 21 luglio e l'evento chiuderà il cerchio.

"Il riconoscimento va a Fermo – ha dichiarato l'assessore alla cultura Trasatti – per potenziare il Carnevale in una logica territoriale". Dunque l'idea è quella di "cucire tutto in una progettualità unica" allargandosi al territorio e coinvolgendo i comuni limitrofi, in primis Porto San Giorgio presente con l'assessore Gramegna, ma poi anche Monte Urano con la sua nota tradizione e Monte San Pietrangeli, da dove tutto nacque. Si, perchè c'è di più. Se Baraonda è un marchio nuovo, interessante, declinato in una serie di iniziative, il Ministero dei Beni Culturali ha riconosciuto a Fermo qualcosa che va oltre una semplice programmazione di valore. "Davanti a Viareggio, Putignano o Cento, noi ci siamo difesi attraverso il recupero della tradizione", sottolinea Trasatti. Infatti, la carta vicente è stato quel Mengone Torcicolli sul quale Marco Renzi ha puntato sin dal lontano 1995. Mengone, maschera storica nata nel 1816 dalle mani del maestro Pacifico Quadrini da Monte San Pietrangeli è proprio la figura intorno alla quale ruota e ruoterà il lavoro dello stesso direttore artistico. Un personaggio che fu riscoperto dallo stesso Renzi in collaborazione con Carlo Ferrari e che venne portato in sfilata dagli anni novanta con la dedica dello stesso premio a carri e gruppi mascherati che da allora si aggiudicano il Mengone d'oro.

 

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Era una marionetta Mengone, che si mosse dal 1816 al 1859 sul carretto di una compagnia teatrale che girava le piazze e che non ebbe, in quella attività istrionica, un ricambio generazionale. Fu così che di Mengone si persero le notizie, fino alla sua riesumazione nel '95. Nel tempo è stato maschera, è stato burattino, ma non era ancora tornato ad essere marionetta. Così, a distanza di 160 anni esatti dalla sua nascita, Mengone, accanto alla compagna Lisetta, giovane, bella e forse fedifraga, torna a rivivere grazie a due giovanissimi maestri. Roberta Cipolllone e Steven Bocchetto che da qui al prossimo Carnevale non alzeranno neppure per un attimo gli occhi dalle loro creazioni. Interamente realizzate a mano e pronte a salire in scena. Saranno tre gli spettacoli in cui li vedremo esibirsi con la collaborazione di Paolo Rocchi che presterà la voce a Mengone. Il 1 marzo al Teatro dell'Aquila arriveranno le scuole, mentre gli altri due appuntamenti saranno aperti alla città e non solo: domenica 3 marzo a Palazzo Falconi e domenica 17 marzo a Cineteatro Sala Europa di Monte San Pietrangeli. Così, Mengone tornerà davvero a casa. Orgoglioso e grato per il progetto di recupero di uno dei gioielli monsampietrini l'assessore alla cultura Marco Pazzelli.
Un grande gioco di squadra, dunque, nel segno di Mengone, quel contadino di Cerreto che nella fantasia del suo creatore era dedito al lavoro, ricco, ma avaro ed anche lui legato alla tradizione come legato alla tradizione oggi sarà il suo Carnevale!

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Data pubblicazione : 13/02/2019 14:11
Scritto da : Mery Pieragostini
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