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Un museo archeologico collegato con le Cisterne Romane e un'area eventi. Ecco il nuovo volto dell'ex collegio Fontevecchia

Un polo museale archeologico che sarà un unicum, con un importante collegamento con le sottostanti Cisterne Romane. Un progetto di rifunzionalizzazione dell’ex collegio Fontevecchia con un museo che contemplerà diversi spazi fra cui quelli per reperti di epoca picena, di epoca romana, di epoca medievale e di storia del collezionismo del Fermano e che vedrà anche la realizzazione di un’area eventi all’aperto nel cortile (separata dal museo).

Un museo archeologico collegato con le Cisterne Romane e un'area eventi. Ecco il nuovo volto dell'ex collegio Fontevecchia

Presentato martedì mattina proprio nella sala G. Del Zozzo delle Cisterne Romane il progetto che riguarda l’ex collegio del Fontevecchia.

“L’Assessore Trasatti è sicuramente il regista principale di questa operazione - ha detto il sindaco Paolo Calcinaro in sede di presentazione - dove ci sono più attori che compartecipano, spingono e supportano. Un grazie alla Regione Marche ed all’assessore Pieroni che è stato vicino a questa città sin da subito. Questo ci fa capire l’importanza del nostro centro storico, la sua forza e le sue fragilità. Noi vogliamo allungare le presenze a Fermo e per questo allungare il percorso di visite non solo nel centro: vedi il lavoro che si sta facendo per il prossimo museo di Torre di Palme. Non possiamo ancora immaginare il valore che darà alla città ed al territorio questa nuova struttura che sorgerà qui al Fontevecchia”.

“Di frutto di lavoro di regia” ha parlato l’assessore alla cultura Francesco Trasatti che ha ricordato come questo polo museale sia parte del disegno unico e razionale ideato sulla musealità nel centro della città. L’area eventi potrebbe rappresentare l’opportunità per riportare serate di cinema all’aperto – ha detto. Il post sisma ha rappresentato anche l’opportunità per una riprogettazione complessiva del sistema museale cittadino e dopo l’apertura dello spazio di San Filippo ecco che sono attesi i prossimi musei del Terminal e di Torre di Palme”.

Un lavoro quello sull’ex collegio del Fontevecchia che vede insieme più realtà insieme, oltre al Comune di Fermo, la Regione Marche, la Soprintendenza e l’Università di Macerata.

E di vivacità culturale della città e di supporto al lavoro di valorizzazione dei beni e delle attività culturali di Fermo ha parlato l’assessore regionale alla cultura e al turismo Moreno Pieroni che ha sottolineato l’importanza della cultura come volano per l’economia locale, di un’Amministrazione Comunale di Fermo ricca di idee e progettualità, di un museo che viene realizzato con fondi Por Fesr che va nella direzione dell’accoglienza turistica e che così rappresenta un messaggio positivo a tutto il sistema turistico.

Importante anche il ruolo della Soprintendenza rappresentata dal direttore Carlo Birrozzi che ha parlato di archeologia in fermento in questi ultimi tempi nelle Marche con acquisizioni importanti e nuove. La Soprintendenza - ha detto – vuole valorizzare le periferie e i musei locali che sono occasioni di crescita, in cui il territorio è un valore primario che va salvaguardato”.

Fermo come grande laboratorio in tante materie per l’Università di Macerata – ha aggiunto la prof.ssa Francesca Spigarelli che ha portato i saluti a nome del magnifico Rettore dell’Università di Macerata ed ha sottolineato l’importanza di Fermo per l’ateneo maceratese.

Sull’ex Fontevecchia i lavori seguono la seguente road map: il primo stralcio (in corso) riguarda il progetto di restauro e di risanamento conservativo (così come il secondo che sta per essere avviato), mentre il terzo è quello che riguarderà più propriamente la rifunzionalizzazione e l’allestimento.

A spiegare i dettagli tecnici del progetto l’architetto Paola Malvestiti che ne ha presentato gli obiettivi, ovvero la restituzione alla comunità del beni archeologici del territorio; la creazione di un polo museale unico con le cisterne romane (che avranno un nuovo ingresso, non più da via Degli Aceti) e la creazione di un’area eventi all’aperto.

A delineare il lavoro dell’Università di Macerata dal punto di vista scientifico e archeologico la prof.ssa Emanuela Stortoni che ha ricordato le finalità del gruppo di lavoro dell’ateneo maceratese che coordina (composto anche da Marco Antognozzi, Silvia Forti, Alessandra Volpi, Luca Marinucci, Vanessa Tonelli e dal laureando Elia Bevilacqua) ovvero: l’inventariazione ed il riscontro inventariale della collezione archeologica comunale, la sistemazione ed il censimento dei materiale archeologici statali provenienti dal territorio di Fermo e conservati nei depositi archeologici di Fermo.

 

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Data pubblicazione : 28/02/2019 08:53
Scritto da : Redazione
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